Definire l’ambito prima di ordinare le prove RoHS
I servizi di prova per la conformità RoHS nell’UE devono partire dalle lacune probatorie, non dall’acquisto automatico di un «certificato RoHS» dell’intero prodotto. Occorre individuare i materiali omogenei a rischio, valutare le evidenze esistenti e commissionare analisi mirate. Il rapporto riguarda il campione e il metodo identificati; non certifica automaticamente tutte le varianti o i lotti successivi.
Definire l’ambito prima di ordinare le prove RoHS
Prima del campionamento verificate la funzione elettrica o elettronica, l’immissione sul mercato UE, il campo di applicazione della direttiva e le eventuali esclusioni. Per un’esenzione degli allegati III o IV annotate numero, applicazione precisa, categoria, condizioni e stato attuale della validità. La semplice affermazione del fornitore non basta. Per cavi e pezzi di ricambio valgono disposizioni specifiche.
Se i test sono commissionati da un importatore nell’UE, l’articolo 9 impone anche di verificare, prima dell’immissione sul mercato, che il fabbricante abbia svolto la valutazione della conformità appropriata, predisposto la documentazione tecnica e apposto la marcatura CE. Il solo rapporto di laboratorio non sostituisce queste verifiche. Prima di ordinare prove sui ftalati per vecchi cavi o ricambi destinati a riparazioni o aggiornamenti, valutare le eccezioni legate alla data e all’impiego previste dall’articolo 4 e dall’allegato II. L’allegato II contiene inoltre una regola specifica per DEHP/BBP/DBP nei giocattoli già soggetti alla corrispondente restrizione REACH. Non sono esenzioni generalizzate per i nuovi prodotti.
Per l’eccezione dell’allegato II relativa a riparazione o aggiornamento, rileva la data di immissione sul mercato dell’apparecchiatura da riparare: prima del 22 luglio 2019 per le altre AEE oppure prima del 22 luglio 2021 per dispositivi medici e strumenti di monitoraggio e controllo, incluse le sottocategorie indicate. Non basta l’età del cavo sostitutivo. La regola speciale per i giocattoli riguarda DEHP, BBP e DBP, non DIBP; gli obblighi REACH vanno valutati separatamente. Ai sensi dell’articolo 11, un importatore o distributore che immette AEE sul mercato con il proprio nome o marchio, o le modifica in modo da poter incidere sulla conformità, assume gli obblighi del fabbricante. Verificate il ruolo prima di approvare il piano delle prove.
La direttiva 2011/65/UE richiede al fabbricante documentazione tecnica e controllo interno della produzione; dimostrata la conformità, si redige la dichiarazione UE di conformità e si appone la marcatura CE. Non impone in via generale un certificato privato RoHS o prove di terza parte. EN IEC 63000:2018 è la norma armonizzata richiamata per la documentazione; IEC 62321 contiene metodi di analisi, non norme giuridiche autonome.
Limiti per singolo materiale omogeneo
I valori dell’allegato II sono riferiti al peso di ogni materiale omogeneo, non alla media di un dispositivo. Saldatura, rivestimento, trattamento galvanico e isolamento possono richiedere verifiche separate. Il risultato sul cromo o bromo totale non equivale automaticamente alla specie chimica soggetta a restrizione.
| Sostanze soggette a restrizione | Limite per materiale omogeneo |
|---|---|
| Pb, Hg, Cr(VI), PBB, PBDE | 0,1% (1.000 mg/kg) ciascuna |
| Cd | 0,01% (100 mg/kg) |
| DEHP, BBP, DBP, DIBP | 0,1% (1.000 mg/kg) ciascuna |
Matrice di selezione dei metodi analitici
Usate la matrice per selezionare prove in base al rischio: non esiste un obbligo universale di analizzare ogni pezzo con un pannello completo. Considerate composizione, dichiarazioni, processi produttivi, precedenti del fornitore ed esenzioni. Verificate la versione e l’idoneità del metodo.
IEC 62321-7-1 riguarda la presenza di Cr(VI) in specifici rivestimenti anticorrosione su metalli mediante metodo colorimetrico. Non è un metodo universale per quantificare la concentrazione di Cr(VI) in qualsiasi materiale; chiedere al laboratorio quale decisione di conformità possa sostenere il risultato relativo al rivestimento.
| Materiale o dubbio | Verifica iniziale | Conferma analitica |
|---|---|---|
| Giunti saldati e leghe metalliche | Scheda della lega, dati fornitore e XRF se utile | Quantificazione dei metalli per screening positivo o prossimo al limite; esenzione per piombo separata |
| Scocca plastica, guaina del cavo, PVC flessibile | Composizione e prove fornitore; XRF per rischi elementari | GC-MS per ftalati secondo IEC 62321-8; XRF non rileva ftalati |
| Polimero ignifugo e scheda elettronica | Dichiarazione e screening del bromo totale | Prove specifiche PBB/PBDE; bromo totale non identifica i composti limitati |
| Rivestimento protettivo o zincatura | Informazioni sul processo e screening degli elementi | Metodo appropriato per Cr(VI), ad esempio IEC 62321-7-1; cromo totale non è Cr(VI) |
| Modulo acquistato o assieme misto | Mappare sottocomponenti e rapporti disponibili | Isolare materiali omogenei; mescolare campioni può nascondere superamenti |
Pianificare campioni, lotti e varianti
Preparate una mappa dei materiali e dello smontaggio per modello e revisione della distinta base (BOM): saldature, contatti, placcature, plastiche, colle, etichette, isolamento e moduli. Collegate ogni campione a materiale, fornitore, stabilimento, lotto, colore o finitura, variante e analisi richiesta. Concordate massa minima, numerosità, repliche e preparazione distruttiva. Non miscelate materiali diversi per ottenere una media.
Prelevate campioni rappresentativi della serie, specialmente dopo cambi di formulazione o fornitore. Raggruppate varianti solo se equivalenza chimica e di processo sono documentate: l’aspetto simile non basta. Conservate fotografie, identificativi, catena di custodia e campioni di riserva. Se lo strato non è separabile, annotate i limiti del metodo e non estendete il risultato oltre il campione.
Scegliere il laboratorio per metodi e competenze
Chiedete ragione sociale e sito esecutore, certificato ISO/IEC 17025 vigente e campo di accreditamento specifico per analiti, matrici e metodi. L’accreditamento serve a valutare la competenza, ma RoHS non lo rende universalmente obbligatorio per ogni singola prova. Verificate subappalti, limiti di quantificazione rispetto ai limiti RoHS, incertezza, preparazione, versione del metodo e gestione degli screening incerti.
Il preventivo distingua prezzi per materiale e analita, smontaggio distruttivo, quantità, ripetizioni e correzioni del rapporto. Il rapporto deve riportare strato e codice campione, origine, data, metodo e versione, risultati numerici e unità, limiti analitici e cautele decisionali. Un esito su uno strato non certifica l’intero assieme.
- Il pannello copre tutti e quattro gli ftalati e gli altri gruppi pertinenti?
- Chi autorizza e paga le conferme dopo uno screening XRF?
- Cr(VI) e PBB/PBDE sono distinti da cromo e bromo totali?
- Come si evita contaminazione incrociata durante lo smontaggio?
- Il metodo compare nello scopo accreditato del sito che opera?
- Quali masse, lotti, colori e varianti sono necessari?
- Come si riportano incertezza e valori vicini al limite?
- Il rapporto identifica materiale, fornitore, lotto e revisione BOM?
Riutilizzare vecchi rapporti e dichiarazioni dei fornitori
Dichiarazioni e vecchi rapporti possono evitare nuove prove soltanto se copertura, affidabilità, attualità e tracciabilità sono dimostrate e motivate nel fascicolo tecnico. Un’e-mail «conforme RoHS», una prova su una resina diversa o un rapporto sulle sole sei sostanze senza ftalati non dimostrano automaticamente il prodotto attuale.
| Documento preesistente | Condizione di riutilizzo | Se manca la corrispondenza |
|---|---|---|
| Sola dichiarazione del fornitore | Stesso materiale e parte, sostanze applicabili, data, revisione e controlli credibili | Richiedere dati dettagliati o testare materiali a rischio |
| Vecchio rapporto su dieci sostanze | Coincidono formulazione, sito, processo, metodi e stato delle modifiche | Motivare equivalenza o testare i materiali modificati |
| Altro codice prodotto o colore | Identici materie prime, pigmenti, additivi e rivestimenti, con prove | Analizzare separatamente le varianti non dimostrate |
| Esenzione dichiarata | Corrispondono applicazione, categoria, condizioni e stato giuridico | Non applicare una deroga generalizzata |
Superamenti dei limiti e prove di conferma
Dopo un segnale XRF, verificate se riguarda l’elemento totale o la specie regolata e richiedete, se necessario, un’analisi specifica. XRF negativo non esclude ftalati. Per un superamento quantitativo bloccate la decisione di conformità, esaminate identità del materiale, contaminazione, esenzione, metodo e incertezza, quindi individuate lotti interessati e materiale alternativo. Ulteriori campioni non rendono lecito un superamento non esentato.
Adottate quattro stati: ACCETTATO (prova sufficiente), VERIFICARE (dati mancanti), CONFERMARE (analisi mirata), BLOCCARE (superamento o grave incoerenza). Una dichiarazione non verificata del fornitore non prevale sul risultato negativo. Per prodotti già venduti valutate anche gli obblighi dell’operatore economico in materia di azioni correttive.
Controllo delle modifiche e fascicolo dei risultati
La direttiva RoHS non stabilisce una scadenza universale di ripetizione delle prove. Rivalutate le evidenze per cambi a saldatura, plastificante, pigmento, ritardante di fiamma, fornitore, processo, finitura, controllo in entrata o normativa/esenzioni. Confrontate le revisioni BOM, individuate materiali coinvolti e commissionate nuove analisi solo per rischi irrisolti. Documentate anche la decisione motivata di non riprovare.
Il fascicolo consegnato comprende BOM graduata per rischio, mappa campione-materiale, verifica dello scopo del laboratorio, rapporti, dichiarazioni, registro esenzioni, decisioni sulle anomalie, varianti e lotti coperti, cause di nuova prova e responsabile. Il fabbricante conserva la responsabilità; il laboratorio fornisce evidenze circoscritte. Per la strategia consultate la consulenza RoHS, per l’intero iter i servizi di conformità RoHS, per altre norme l’accesso al mercato UE.
Fonti primarie per pianificare le prove RoHS
Fonti ufficiali e tecniche: norme di legge, documentazione, metodi
- Direttiva 2011/65/UE: versione del 1º luglio 2026
- Commissione europea: direttiva RoHS
- Commissione europea: esenzioni e attuazione RoHS
- Decisione (UE) 2020/659: EN IEC 63000:2018
- IEC 62321-3-1:2026 — screening XRF
- IEC 62321-8:2017 — ftalati
- IEC 62321-7-1:2015 — Cr(VI) nei rivestimenti
- ISO/IEC 17025:2017 — competenza dei laboratori
Domande frequenti sulle prove RoHS
- Occorre testare ogni componente per tutte le dieci sostanze?
- Non esiste un obbligo generale di pannello completo per ogni pezzo. Serve però una base probatoria sufficiente per ogni materiale omogeneo applicabile.
- La sola XRF dimostra la conformità RoHS?
- No. Non rileva gli ftalati né distingue da sola Cr(VI) dal cromo totale o PBB/PBDE dal bromo totale.
- È obbligatorio un rapporto di laboratorio ISO/IEC 17025?
- Non in via generale. Per scegliere il laboratorio verificate sempre lo scopo effettivo dell’eventuale accreditamento.
- Si può riutilizzare un rapporto di altro stabilimento?
- Solo con equivalenza documentata di materiali, processi, copertura dei metodi e tracciabilità.
- Se il fornitore invoca una deroga dopo un superamento?
- Verificate voce degli allegati III/IV, applicazione, categoria, condizioni e stato attuale; la deroga non copre automaticamente tutto.